• I bisogni informativi degli operatori sanitari

    I bisogni informativi degli operatori sanitari

    Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nel campo dell’informazione, l’era del web 2.0 ha permesso a un numero di persone sempre maggiore di accedere con facilità a un numero di informazioni sempre più vasto.

    Anche il campo della medicina, come tanti altri settori, è stato travolto da questa rivoluzione e ha visto il moltiplicarsi di risorse liberamente accessibili online, che trattano tematiche inerenti la salute, la malattia e la terapia. Spesso, però, le fonti da cui queste risorse attingono non sono sempre chiare o hanno una validità limitata da un punto di vista scientifico; le informazioni che ne derivano, quindi, rischiano di essere non solo confondenti, ma anche pericolose, se lette e interpretate da un pubblico che non ha le competenze necessarie per distinguere le fonti attendibili e affidabili dal tanto rumore di fondo.

    Una delle conseguenze di questa rivoluzione è che gli operatori sanitari si ritrovano oggi a dover gestire pazienti e consumatori sempre più informati, attenti e consapevoli, o quantomeno convinti di esserlo, essendosi magari documentati online prima del consulto con il medico, o con il farmacista. Capita sempre più di frequente, infatti, che il paziente arrivi dal medico con un’idea già precisa di quale potrebbe essere il proprio disturbo, richiedendo esplicitamente di poter fare un certo esame diagnostico o di ricevere una certa terapia di cui ha letto su internet, ponendo l’operatore davanti alla necessità di essere anche lui sempre più informato e aggiornato, per poter rispondere in maniera efficace a queste nuove richieste.

    Da una revisione della letteratura1, pubblicata nel 2007, emerge che la frequenza con cui si manifesta il bisogno informativo da parte del medico varia fra 0.16 e 1.27 interrogativi per ciascun paziente visitato (la frequenza varia in base al contesto e alle specialità mediche considerate). Nel 24% dei casi questi interrogativi sono legati alla diagnosi, mentre nel 49% dei casi si tratta di dubbi sulla terapia o sui farmaci. Un altro dato interessante che emerge da questa ricerca è che nel 40% dei casi il clinico rinuncia a cercare una risposta ai propri interrogativi, perché non ha tempo a disposizione per farlo. La mancanza di tempo, la difficoltà nel trovare fonti di informazioni rapidamente e facilmente accessibili, che siano anche affidabili e aggiornate, e la mancanza di una formazione specifica nell’utilizzo di queste risorse, sono le principali barriere che ostacolano la ricerca di una risposta ai bisogni informativi degli operatori sanitari.

    Sono tante le iniziative nate per far fronte a questi bisogni e muoversi al passo con i tempi nello scenario del web 2.0; istituzioni, enti sanitari pubblici e privati, associazioni di pazienti e società scientifiche hanno dato vita, infatti, a progetti volti a migliorare l’accesso a informazioni validate e attendibili, rivolti sia agli operatori sanitari che ai pazienti stessi. Fra le iniziative rivolte ai pazienti, possiamo citare, a titolo di esempio, la Banca Dati dei Farmaci o il sito internet Farmaci e Gravidanza, gestiti dall’Agenzia Italiana del Farmaco, mentre per gli operatori sanitari esistono ormai diversi corsi di formazione dedicati proprio allo sviluppo di competenze ad esempio sulla Medicina Basata sulle Evidenze oppure sulla ricerca e la lettura critica della letteratura scientifica. Molte strutture ospedaliere e universitarie si sono munite di una Biblioteca Medica, con Documentalisti specializzati in grado di aiutare i clinici e gli operatori della struttura a soddisfare i propri bisogni informativi e di aggiornamento scientifico e una funzione simile, quella della Medical Information, è ormai diffusa anche in molte aziende farmaceutiche.

    In un mondo che evolve molto rapidamente verso la digitalizzazione delle informazioni, anche il settore medico deve fare i conti con problematiche nuove e sfide importanti e, se da un lato vengono richieste agli operatori sanitari nuove competenze per gestire il proprio aggiornamento scientifico e la comunicazione con dei pazienti sempre più informati, dall’altro sembra che tutti gli attori del settore si stiano muovendo per far fronte a queste nuove esigenze, con un ampia gamma di soluzioni e proposte che stanno velocemente cambiando la pratica clinica di molti operatori sanitari.

    1) Davies, K. The Information-seeking behavior of doctors: a review of the evidence. Health Information and Libraries Journal (2007); 24: 78-94